CINA 2026. PECHINO E SHANGHAI. INFORMAZIONI GENERALI

Ancora fresca di ricordi e con gli occhi pieni di lacrime, sono qui a raccontarvi la mia avventura che si è conclusa pochi giorni fa in Cina, anzi, a essere precisa a Pechino e Shanghai. Avevo solo 15 giorni a disposizione e non mi piace correre: ho preferito sacrificare ( per ora ) città come Xi'an e dedicarmi per bene solo a Pechino e Shanghai. Che poi, a dire il vero, per dedicarsi veramente bene alle due città che ho visitato, non basterebbero mesi, non giorni, ma era per dirvi che ho preferito non mettere troppo seitan al fuoco e fare le cose con più calma. Ho così potuto visitarle abbastanza bene, vivendole un po' di più rispetto a quanto avrei potuto fare se in 15 giorni avessi deciso di vedere anche altro. Nel programmare un viaggio in Cina, infatti, bisogna tenere presente che le città sono enormi, così come enormi sono le distanze tra di esse. Va bene che esistono i treni ad alta velocità, ma dopo 13 ore di volo, sinceramente non avevo voglia di passare troppo tempo in treno. E già così, per spostarmi da Pechino a Shanghai con un treno ultra veloce, ci ho messo quattro ore e mezzo, cioè una mezza giornata! 

Ciò premesso, è stato un viaggio bellissimo e a pensarci mi viene da piangere: la Grande Muraglia, la Città Proibita, il Bund, le persone, il cibo...sono tutte cose che spero di non dimenticare mai. Ed è anche per questo che sto scrivendo tutti questi articoli ( sì, saranno un bel po'): per fare sì che le immagini rimangano impresse nella mia mente per sempre.

Dividerò il mio racconto in varie parti: una generale ( che può sembrare la più noiosa ma è la più utile, fidatevi ), una dedicata a Pechino con informazioni e il nostro itinerario, una dedicata a Shanghai, e una dedicata al cibo con particolare attenzione al cibo veg. Spero di riuscire a trasmettervi un po' delle emozioni che ho provato. Posso solo dirvi, per ora, che è stato il viaggio più bello della mia vita e mi dispiace che la Cina sia molto sottovalutata e che ci siano un sacco di pregiudizi.


Partiamo

Prima una piccola premessa: organizzare un viaggio in Cina, sia che vi limitiate a una o due città, sia che andiate più a fondo, richiede un po' di studio perchè in Cina ci sono delle regole diverse rispetto a quelle di altri paesi. Bisogna entrare nell'ottica di idee che il cellulare serve, anzi, è di vitale importanza, e che si fa tutto tramite app. Ma vi rassicuro: è tutto molto intuitivo. E poi c'è il "problema" Internet e l'intoppo del Grande Firewall che rende inutilizzabili siti come Google,  Instagram, Facebook. Quindi orecchie tese, mi raccomando!

DOCUMENTI

A parte il passaporto, al momento non serve altro, nemmeno il visto ( per soggiorni inferiori ai 30 giorni ). Dovete compilare l'Arrival Card dove, in buona sostanza, dichiarate quanto vi fermate in Cina, dove alloggiate e fornite i vostri dati. Potete compilarla on line a partire da 3 mesi a pochi giorni prima del del vostro arrivo in Cina, così da velocizzare le procedure di controllo, che comunque sono state veloci e gestite efficientemente, oppure in aeroporto. Il passaporto dovrete averlo sempre con voi perchè ve lo chiederanno spesso e volentieri ( sempre nei siti come Grande Muraglia, Città Proibita..)

ASSICURAZIONE

Da qualche anno facciamo sempre l'assicurazione, anche quando viaggiamo in Europa, quindi a maggior ragione per un viaggio così lungo in Cina. Ci appoggiamo sempre a Heymondo, e per l'assicurazione ( sanitaria, bagaglio, assistenza legale..) abbiamo speso circa settanta euro a testa. L'assicurazione per il viaggio l'avevo fatta in agenzia al momento della prenotazione del volo, quindi sinceramente non ricordo.

VIAGGIO AEREO

Abbiamo volato con Air China da Milano a Pechino all'andata e Lufthansa da Shanghai a Francoforte e poi da Francoforte a Torino al ritorno, spendendo circa 800 Euro a persona. Abbiamo volato bene, soprattutto all'andata, con pasti veg buoni, personale attento e orari abbastanza comodi. Il ritorno, causa sciopero Lufhtansa da Francoforte a Milano, è stata un'epopea ma siamo atterrati ( con quasi 24 ore di viaggio ). Punto dolente: sono tante tante tante ore. Dieci ore e venti dell'andata, tredici ore e quaranta al ritorno con scalo di 5 ore sono quasi una punizione, ma sono passate.

SOGGIORNO

Come oramai sapete, per me non esistono ostelli, appartamenti, b&b. Ovunque vado scelgo l'hotel: mi piace stare comoda, avere qualcuno che almeno in vacanza mi rifà il letto e mi pulisce la camera, mi piace la colazione già preparata e a buffet. Inoltre voglio una reception pronta ad aiutarmi in caso di bisogno. Ciò detto abbiamo soggiornato all'Howard Johnson Paragon Hotel a Pechino, un quattro stelle comodissimo, pulito, situato in una zona "centrale" e con una buona colazione a buffet. Ci siamo trovati molto bene e per sette notti con colazione abbiamo speso 524 Euro. A Shanghai, invece, ho scelto il SSaw boutique hotel on the Bund, a due passi dalla Old City e dal Bund. Anche qui ci siamo trovati benissimo. La struttura è leggermente meno bella rispetto a quella di Pechino, ma molto comoda e per sette notti abbiamo speso 530 Euro. Entrambe le strutture le ho prenotate tramite Booking, come sempre. Vi avviso, però, che Booking non ha tantissima scelta per quanto riguarda gli hotel in Cina, mentre Trip.com ne ha molto di più. Io, però, ho optato per Booking perchè mi trovo bene, non ho mai avuto problemi e posso prenotare con cancellazione gratuita. Trip avrà anche una scelta più ampia, ma pur con la cancellazione gratuita chiede comunque una pre autorizzazione pari a una notte. In più, riguardo alle stesse strutture presenti anche su Booking, è più caro.

APP UTILI

Questa sembra una cretinata, eppure è una parte fondamentale. Bisogna entrare nell'ottica di idee che senza app e senza telefono non si fa niente. Con le app si paga il cibo, si pagano i mezzi, si prenotano le attrazioni e si fa anche l'elemosina. In 15 giorni non ho mai, e dico mai, toccato un soldo o una carta di credito. Le app fondamentali sono Alipay e WeChat.

La funzione è simile, ma Wechat ha anche una funzione di messaggistica. Bisogna scaricarle un po' di tempo prima della partenza, registrarsi caricando i documenti di identità e collegare la carta di credito. Io e Giorgio, per sicurezza, abbiamo collegato una carta Revolut su cui abbiamo messo una certa cifra. Quindi: Alipay e Wechat collegate a Revolut, e Revolut collegata alle nostre carte Visa o Mastercard. Se volevo ricaricare la Revolut, mi facevo un bonifico o una ricarica dal mio conto. Esempio: su Revolut avevo 123456789 Euro e solo quelli. Ergo, quando pagavo 1 Yuan con Alipay, "attingevo" dai 123456789 Euro della Revolut. ( 123456789-1 ). Se volevo ricaricare la mia Revolut, lo facevo tramite la mia carta di credito. Tutto chiaro? 

La registrazione su Alipay e Wechat può sembrare un po' macchinosa ma tranquilli: è semplice. Bisogna però caricare il passaporto che diventerà l'altro strumento fondamentale del vostro viaggio. Per pagare ho utilizzato essenzialmente Alipay, ma Wechat non è molto diverso: si apre l'app, "paga e ricevi", viene generato un codice QR che viene scansionato dal commerciate. Altre volte dovete essere voi a scansionare il codice QR del negoziante, tramite "scansiona". Sembra difficile ma è molto intuitivo. Con Alipay potete anche chiamare i Didi, convertire la valuta, tradurre, etc etc. Wechat ha funzione simili ma, in più, ha delle mini app che vi consentono di prenotare attrazioni, ristoranti, chattare e altro. L'app è in cinese, ma c'è la funzione Traduci, tranquilli! Ricordatevi, comunque, di impostare la lingua italiana o inglese. Sembra tutto molto difficile ma fidatevi che non lo è: bisogna però scaricare le app un po' prima e smanettare un po' così da prenderci la mano.

Per muovervi dimenticatevi Google maps: esiste un solo credo ossia, Amap. Vi trova i luoghi e funziona anche da navigatore. Inizialmente ho fatto molta fatica,  soprattuto in fase di progettazione del viaggio, perchè sono troppo affezionata a Google Maps, ma poi mi sono abituata. Amap è molto preciso ed aggiornato.

Altra app utile, ma non fondamentale, è Metroman per la metro. 

Quanto ai traduttori, onestamente, non ne ho da consigliarvi perché nessuno è preciso. Forse il meno peggio è quello di Google translate.



TELEFONATE E CONNETTIVITA'

Altra parte fondamentale riguarda la connessione internet.

La connessione internet costituisce un grosso problema a causa del Grande Firewall, sistema di censura e sorveglianza informatica gestito dal governo cinese che blocca l'accesso a siti web e app occidentali (tra cui Google, Facebook e Instagram). Quindi, anche semplicemente per fare una ricerca su Google, possono sorgere problemi. Le soluzioni, però, ci sono e cercherò di illustrarvele.

La prima è di acquistare una VPN prima da partire in modo da risultare in un paese dove questi siti non sono oscurati.  Il problema è che da maggio 2026 la Vpn è illegale in Cina anche per gli stranieri. Se voleste utilizzarla è necessario registrarvi presso la Questura Cinese appena arrivati in Cina, fornendo un motivo valido. Quindi io non l'ho acquistata. 

Altra opzione è quella di attivare il roaming con il proprio operatore, ma l'ho scartata perché Iliad non ha offerte in merito. Esiste, ma non conosco i termini, TIM Mondo che pare essere molto efficiente sia per le chiamate che per la connettività.

Ancora: potete acquistare una e-sim come ho fatto io, sempre che il vostro telefono sia abilitato. In tutti i viaggi ho sempre usato Holafly con giga illimitati, ma da pochi mesi pare stia dando dei problemi in Cina e così ho acquistato su Trip.com una e-sim da 16 giorni con 100 giga al giorno. L'ho pagata 26,30 Euro e ha sempre funzionato. L'ho acquistata qualche giorno prima di partire e l'ho attivata appena atterrata in Cina. Con la conferma di pagamento vi arrivano le istruzioni dettagliate. 100 giga al giorno sono tanti, ma io volevo stare tranquilla e caricare cose sui social ( oltre a usare le mappe ), quindi ho preferito non rischiare. Se volete spendere meno ci sono parecchie opzioni. Con la e-sim non serve il VPN.

Se il vostro telefono non supporta le e sim, potete fare in Italia una scheda fisica CM Link (di China Mobile). Potete acquistarla sul sito e farvela spedire, oppure andare in uno dei negozi indicati ( a Torino ce n'è uno in Via Garibaldi ) e farvela installare. Giorgio ha scelto questa opzione: 20 Giga in totale e una trentina di Euro di spesa. Ha sempre funzionato ma a Shanghai ha dato qualche problema che abbiamo risolto reimpostando manualmente la rete. Anche in questo caso non serve il VPN.

Altra  opzione è acquistare una sim cinese in Cina. Può essere utile e vantaggiosa a livello economico, potete registrarvi più agevolmente sul sito delle ferrovie cinesi e fare prenotazioni per le attrazioni all’interno di WeChat o chiamare numeri cinesi, ma con questa scheda avrete il problema della VPN.

Quindi riassumendo: se avete una e-sim Non serve il VPN. Se avete una sim fisica acquistata in Italia Non serve il VPN. Se decidete per una sim cinese, serve VPN per connettervi.

Il VPN serve anche se volete connettervi dal Wii fi ma io, avendo 100 giga al giorno, ho sempre usato i giga della mia e-sim e mai il Wii fi.

Per chiamare a casa, ovviamente, usavo Whatsapp perché chiaramente inserendo una e sim perdete l'accesso al vostro numero principale.

Spero di essere stata chiara perchè questo è un punto chiave che, personalmente, mi aveva messo un po' di ansia.

TRASPORTI

Sia Pechino che Shanghai sono ben servite da qualunque mezzo preferiate: c'è la metro, super efficiente e con stazioni pulitissime, ci sono autobus, taxi, treni e soprattutto i Didi. 

-I Didi: I Didi sono tipo i nostri Uber e vi portano con pochi Yuan, ovunque. I Didi si prenotano tramite l'app apposita ( oppure su Alipay ) che si scarica su App store o su Google store, si inserisce la posizione, si sceglie la destinazione, si decide la tipologia di auto e automaticamente viene calcolato il prezzo. Quindi si dà l'ok ( in realtà viene fatto un preventivo con un minimo ed un massimo ) e l'auto più o meno velocemente, vi viene a prendere e vi porta a destinazione. Arrivati a destinazione, si riapre l'app e si conferma il pagamento della corsa. Pro dei Didi: si sale in auto e non si pensa più a nulla. Contro: il traffico, soprattutto a Pechino è micidiale e nelle ore di punta si rischia di rimanere fermi per un'ora per percorrere pochi km.

- La metro. Quella di Pechino è molto semplice, mentre quella di Shanghai leggermente più complessa. Anche qui si fa tutto tramite app. Basta scansionare il proprio codice QR ( che viene generato al primo viaggio ) ai tornelli della metro e si entra. Idem quando si esce. Una corsa costa qualche centesimo ( non ho mai speso di più di 50, 60 centesimi ). Pro: è abbastanza veloce. Contro: spesso bisogna cambiare linea, nelle ore di punta è affollata e non ci si riesce a sedere.

- Treni: Se volete toccare due o più città e non optate per i voli interni, prendere il treno è fondamentale. I treni in Cina funzionano benissimo, ci sono treni ad alta velocità che in 4 ore percorrono 1200 km ( Pechino-Shanghai ) ed altri più lenti che vi consentiranno di viaggiare in notturna e di risparmiare una notte in hotel. I treni sono puliti e abbastanza economici ( ovviamente dipende dai km da percorrere e dalla classe scelta). Noi abbiamo viaggiato su un treno ad alta velocità che da Pechino ci ha portato a Shanghai in 4 ore e mezza, in seconda classe, spendendo circa 80 euro a persona.

Purtroppo, a differenza dell'aereo, il treno non potete prenotarlo con largo anticipo.

Per la prenotazione ci sono due opzioni: la prima, quella che ho scelto io, è attraverso il sito ufficiale delle ferrovie cinesi 12306 ( qui il link ).

Bisogna registrasi, caricare il passaporto, compilare i campi relativi ai passeggeri e, in teoria, aspettare una mail di conferma. In pratica la mail a me non è mai arrivata ma nella sezione "ordini" ho trovato i biglietti e quindi era tutto ok. In realtà devo specificare che non vengono rilasciati dei biglietti veri e propri perché nel momento in cui andrete in stazione, e passerete il passaporto, il sistema vi riconoscerà automaticamente e potrete passare i controlli. Come avrete intuito il passaporto è fondamentale!

Sul sito ufficiale l’acquisto è possibile farlo con un anticipo massimo di 15 giorni, 30 giorni per alcune tipologie di treni.

La seconda opzione è quella di "affidarsi" ad agenzie come Trip.com che  consentono di acquistarli anche con anticipo superiore, ma la certezza che sono riusciti ad acquistare il biglietto ce l’avrete quando li mettono in vendita sul sito ufficiale. Praticamente l'agenzia fa la coda al posto vostro e se non riescono ad acquistare i biglietti indicati ti propongono un’alternativa o restituiscono i soldi. Mentre sul sito ufficiale il prezzo è fatto e finito, le agenzie prendono una commissione. Io ho scelto l'opzione sito ufficiale perché volevo la certezza di acquistare QUEL determinato biglietto in QUEL determinato orario. 

Però Trip mi è tornato utile per capire quando vengono aperte ufficialmente le vendite sul sito ufficiale: l'orario, attenzione, è quello cinese, quindi fate i conti con il fuso orario.

Vi faccio il mio esempio: a me servivano due biglietti per il 27 luglio. Sono andata su Trip dove era indicato che la data di apertura delle vendite era il 13 luglio alle ore 12.45. Ergo io, qui in Italia, mi sono collegata sul sito 12306 alle 6.45 del 13 luglio e ho acquistato senza difficoltà.

La prenotazione la troverete nella sezione "I miei ordini" sull'app.

Il giorno della partenza dovrete arrivare un'oretta prima in stazione ( a Pechino ci sono quattro stazioni, e quella sud è dedicata ai treni ad alta velocità ), passare i controlli che sono simili a quelli dell'aeroporto, e aspettare fino a quando non viene indicato sui tabelloni il vostro treno ed il binario. I binari aprono solo una mezz'ora prima della partenza, quindi inutile arrivare ( come avevo letto ) tre ore prima: non riducetevi all'ultimo perché le stazioni sono enormi, ma neanche andate con ore e ore di anticipo. I treni sono pulitissimi, confortevoli, c'è la possibilità di ordinare cibo che vi verrà consegnato nella stazione successiva, e c'è acqua gratuita.

CLIMA

Mi aspettavo un caldo afoso, simile a quello di Seoul dello scorso anno, invece no. A Pechino ha sempre fatto freschetto: appena arrivati piovigginava, ho messo la felpa e praticamente l'ho tenuta per sette giorni. Nelle ore centrali scaldava un po', ma in linea generale siamo stati meravigliosamente e anche sulla Muraglia, dove siamo andati durante una bellissima giornata di sole, siamo stati bene. A Shanghai, che è più a sud, le cose sono andate diversamente: a parte i primi due giorni, in cui c'è stato il sole e alla sera a che un bel po' di vento, ha sempre piovuto a dirotto, e quando smetteva l'afa era terrificante. Però ho sopportato, anche perché preferisco patire il caldo in vacanza rispetto a patirlo a casa. Vestitevi leggeri e comodi, prendete integratori di magnesio e potassio, bevete e andate. Ricordatevi anche un cappello e la protezione solare. E, ovviamente, una sciarpina da indossare quando entrate nei locali e nella metro, per evitare il mal di pancia da colpo di freddo.

CIBO

Questo sarà un capitolo a parte, ma incomincio a raccontarvi due o tre cosine, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto vegano. Credevo di avere tanta difficoltà e invece, almeno ai pasti principali, non ho mai avuto problemi. Abbiamo sempre mangiato molto bene, trovando un'ampia varietà di scelta e di tipologia di cibi ( più o meno sani, più o meno piccanti ) e, in linea generale, penso che sia il viaggio in cui abbiamo mangiato meglio. Anche in Corea avevo mangiato bene ( e veg ) ma la tipologia base di cucina coreana, anche in chiave veg, è più pesante. A Pechino e Shanghai ho trovato una cucina che prevede, già di base, molte verdure, e tutto sommato semplice. Ci sono street food pesanti, ma se uno vuole mangiare solo al vapore, riesce tranquillamente. Chiaramente se un onnivoro può andare ad occhi chiusi e mangiare praticamente tutto, stando certo che mangerà bene, un vegano deve fare un attimo attenzione e studiare prima di partire. "Studiare" implica fare un po' di ricerca on line su quali sono i piatti tradizionali veg, su quali sono i ristoranti vegani o con opzioni vegane, stampare una card con sopra scritto cosa posso mangiare e cosa no. Tenete presente che il concetto di "veganesimo" è sconosciuto: se dite "sono vegano" nessuno capirà. Più semplice dire ( tramite traduttore ) cosa mangiate e cosa no. Con un po' di ricerca e di preparazione, oltre ad una buona dose di flessibilità, mangiare vegano si può, eccome se si può.

Ho detto "flessibilità" e lo ribadisco: quando uno viaggia in un paese in cui c'è lo scoglio linguistico ( come in Corea, in Cina o in Giappone ), cerca di farsi capire, cerca di spiegare che non mangia carne, pesce, uova e latte ma non è sempre così facile, soprattutto  dove si viene serviti da persone anziane che non hanno proprio la cultura del "veg", oltre a non capire una parola di inglese. Inoltre ricordiamo che la cucina cinese fa largo uso di carne e pesce ( e latte!!!!)  anche in preparazioni in cui, ad occhio, non dovrebbe esserci ( i brodi, alcuni contorni ). Così, se non si fa attenzione, può capitare che uno assaggi una verdura che apparentemente sembra innocua e che viene servita come, appunto, verdura, ma poi si accorga che era cotta nel brodo di pesce o insaporita con pezzetti di carne, o che un dolce contenga miele o latte in polvere. Questo non è accade per una superficialità nostra o una "cattiveria" fatta da chi ci ha servito: semplicemente non è facile spiegare che non mangiamo nessun tipo di alimento animale, sotto nessuna forma, neanche liquida. L'errore ci sta, si incassa e amen, senza colpevolizzarsi o colpevolizzare. Ovviamente questo discorso cade nei ristoranti 100% vegetali ( ce ne sono tantissimi ) di cui una buona parte serve cucina cinese tradizionale o tradizionale veganizzata: con quelli e con la cucina templare, che è naturalmente veg, andate sul sicuro.

A Pechino e Shanghai ci sono anche alcuni locali vegani "internazionali", dove potete andare se di provare specialità locali proprio non vi va, ma io li ho esclusi a priori perché amo assaggiare specialità locali.

Veniamo ai sapori: la cucina cinese è talmente tanto variegata, data l'immensità della Cina, che è un discorso che non ha neppure molto senso fare. Però, limitandomi a Pechino e Shanghai ho trovato una cucina molto delicata e varia, in cui anche evitare il piccante non è stato un problema. Tofu, glutine, verdure e legumi vengono utilizzati abitualmente, così come viene fatto largo uso di zuppe a base di funghi ( dolci e salate ), di porridge di miglio e di riso al vapore o in porridge ( il congee che altro non è se non riso stracotto da mangiare a colazione ) e anche in hotel ho sempre trovato opzioni per fare una colazione vegana ( in quello di Pechino c'era addirittura il tofu fresco appena fatto )

Parliamo dei prezzi: pensavo che Seoul fosse già economica, ma Pechino e Shanghai l'hanno battuta! A pranzo e cena, sia in ristoranti più bellini che in locali molto ruspanti abbiamo sempre speso sui 13/15 Euro in due, con porzioni abbondantissime! Abbiamo speso di più in un ristorante a Pechino ( 25 euro in due ) ma quello che abbiamo ordinato per due sarebbe potuto tranquillamente bastare per tre o quattro. Abbiamo fatto anche due esperienze stellate, una a Pechino ( il Lamdre, due stelle Michelin, vegano ) ed una a Shanghai ( il Fu He Hai, due stelle Michelin vegetariano e vegano ) e lì i prezzi sono quelli di un qualsiasi stellato, forse leggermente inferiori. E' sicuramente stata la spesa che ha impattato più sul costo finale, ma abbiamo recuperato con gli altri pasti dove, appunto, abbiamo sempre viaggiato su una media di 13/15 euro in due.

MUSEI E ATTRAZIONI

Sono stata molto indecisa se fare tutta da sola o avvalermi di una guida locale ( o dei tour organizzati da Get your guide ) ma alla fine ho deciso di fare da sola, anche perchè giustamente i tour con guida costano parecchio, soprattutto in lingua italiana. Non ho prenotato nulla prima, se non l'ingresso a Piazza Tienanmen che è gratuita ma va prenotata 7 giorni prima su Wechat. L'ingresso alla Città Proibita costa circa 7 euro a persona, la Grande Muraglia circa 15 Euro a persona ( con salita a piedi. Se volete salire con la funivia o la cabinovia dovete fare in loco il biglietto ed aggiungere una ventina di euro). E' costato molto il Toboga per scendere: 100 Yuan a testa pari a 15 Euro, ma è stato uno sfizio che abbiamo voluto toglierci. Tempio del Buddha, tempio del Lama pochi euro a persona. Palazzo d'Estate sui 4 Euro a persona. Attenzione perché prima dell'ingresso ad ogni attrazione, nonché in metropolitana, vi controllano borse e documenti. Soprattutto a Piazza Tienanmen i controlli sono serrati e possono portare via un bel po' di tempo. Cercate, quindi, di arrivare abbastanza presto ( stesso discorso vale per la Muraglia ).

SICUREZZA

Come in tutte le città asiatiche visitate in vita mia ( Tokyo, Kyoto, Pechino, Shanghai e Seoul ) non ho mai avuto paura, non mi sono mai sentita a disagio e avevo proprio la sensazione di potermi fidare di tutti. A Shanghai , Giorgio ha dimenticato il cellulare sul Didi che dalla stazione ci ha portati in hotel e in tre ore ( e tanta paura ) ce lo hanno riportato. Ci sono telecamere ovunque, controlli..insomma si ha proprio la sensazione di sicurezza.

LINGUA

Ultimo ma non ultimo, il problema lingua. Questo era stato già uno scoglio sia in Giappone che a Seoul, ma almeno i giovani, qualche parola di inglese la conoscevano. In Cina meno, molto meno. Anche negli hotel l'inglese è parlato pochissimo, idem sui Didi o nei ristoranti. Fanno eccezione alcuni negozi più internazionali ( soprattutto a Shanghai )  dove ci sono commessi giovani che parlano un po' di inglese ed i posti più turistici dove due o tre parole base le conoscono. E allora che si fa? Traduttore alla mano, gesti e si cerca di farsi capire. Gli hotel hanno dei traduttori precisissimi e se il vostro non lo è ( io non sono riuscita a trovarne uno soddisfacente ), nessun problema perchè ci penseranno loro. 

IMPRESSIONI GENERALI

Parte assolutamente inutile perché penso sia chiaro che ho amato profondamente quella piccolissima parte di Cina che ho visitato. Forse più Pechino che Shanghai, ma stiamo parlando di preferenze personali. In realtà mi sono piaciute entrambe tantissimo: Pechino è più "tradizionale", Shanghai più moderna e occidentale, tanto da farti dimenticare di essere in Oriente. Io la butto lì: qualcosa mi dice che tornerò presto <3

Nei prossimi post parleremo dell'itinerario di viaggio, diviso tra Pechino e Shanghai e poi ultimo ma non ultimo, del cibo.


Alla prossima!







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