About

Chi sono
Nata in una mattina di maggio, verso-le-otto come dice mio padre, nell'oramai lontano 1978, gemelli ascendente non lo so. Vegetariana dal 2009, vegana dal 1 agosto 2018, pasticciona, viaggiatrice seriale ripetitiva, amante degli animali e dei libri di cucina. Amo fotografare ed immortalare attimi di vita, soprattutto con il mio fedele melafonino.Vorrei vivere a New York o a Tokyo ed avere la seconda casa a Londra. Ma anche a Parigi o a Barcellona. Invece vivo ad Asti, dove faccio l'avvocato.
Il Blog
Il blog nasce del 2010 con il nome "Paciocchi di Francy", un'anno dopo la mia scelta di diventare vegetariana. Per tutti questi anni, fra alti e bassi, ho cercato di proporre ricette vegetariane ma, principalmente, vegane. Ricette semplici, alcune addirittura ridicole, molte etniche...
Ho cucinato, fotografato, scritto, persino collaborato con La Repubblica, fino a quando ho capito che la cucina o, meglio, un blog di cucina, non  mi rappresentava più.
nella vita si cambia, inutile negarlo..si cresce. "Crescendo" ho capito che l'amore verso il cibo c'è sempre, ma come spettatrice e non come "autrice".
E allora, mi sono chiesta, che senso poteva avere continuare a tenere un blog che non mi faceva più stare bene? Ho deciso, allora, di traslocare su Veg out and about dove, sempre nell'ottica veg, tratterò di quello che più mi piace fare: viaggiare.
Tuttavia i viaggi, grandi o piccoli che siano, costituiranno solo una parte del materiale del blog: scriverò a ruota libera, senza pormi troppi schemi e fare troppi piani. Scriverò del mondo veg: viaggi, prodotti, libri, locali...magari anche di altro, non lo so.
Le ricette vecchie, quelle che vi hanno fatto compagnia dal 2010 a pochi mesi fa, rimarranno ( quelle vegane ) perchè mi dispiace perdere anni di lavoro, ma d'ora in avanti non mi dedicherò più ad esse. Lascio, invece, di seguito le mie riflessioni datate agosto 2018 sulla mia scelta di diventare vegana.

*** *** ***

Agosto 2018
"Dopo anni di vegetarianesimo, sono diventata vegana. Le mie motivazioni le spiego qui
Riflessioni sulla mia scelta veg
Brevemente, riporto alcuni passaggi del post "Come sapete, questo è nato come blog vegetariano e, anzi, l'ho aperto poco dopo la mia scelta di escludere dalla mia tavola carne e pesce. Nel 2009, senza starci troppo a pensare, sono diventata vegetariana ed ero felice...soddisfatta, diciamo. Dall'oggi al domani ho eliminato carne e pesce senza il minimo ripensamento: mi sembrava di fare già tanto ed andava bene così.  Qualche ovetto e lo yogurt li mangiavo ma, tutto sommato, mi sentivo "a posto". Anzi, a proposito della mia vita un po'incasinata dicevo "Sono orgogliosa solo di una cosa: di essere diventata vegetariana". E lo ero davvero, eh...
Ammetto che però, soprattutto ultimamente, qualcosa stava cambiando. Guardavo i vegani, specialmente i miei amici Yari e Edu, che lo sono da tantissimi anni e non mi sentivo completa. Non mangiavo carne e pesce, ok, ma i derivati ? Non c'era sofferenza e sfruttamento dietro ai latticini ed alle uova? Chiudevo gli occhi e andavo avanti, anche se incominciavo a sospettare che la favoletta di Heidi che munge la mucca che spontaneamente ci regala il latte, o della gallinella che cova l'ovetto ogni mattino e lo lascia alla contadinella del mercato fosse, appunto, una favoletta. Eppure io non avrei mai potuto togliere lo yogurt, abolire dalla mia tavola quelle poche ovette e controllare tutte le etichette..non mi sentivo all'altezza del compito. E' un discorso davvero incomprensibile, me ne rendo conto, soprattutto per una persona che non ha mai mangiato formaggi ( che sono generalmente lo scoglio nero da superare per chi, dal vegetarianesimo decide di diventare vegan ) e non è neppure grande amante delle uova. Però mi piacciono i dolci, e seppure in quantità controllata, rinunciare al cioccolato al latte, a una fettina di torta una tantum, dover sempre specificare "con il latte di soia, per favore "  mi sembrava davvero una privazione, peraltro mal conciliabile con il dca di cui ho sofferto. "E poi sono già vegetariana"...pensavo bastasse. Come se dietro all'industria del latte o delle uova ( o della pelle e della lana, dei cosmetici etc etc )  non ci fosse sofferenza o sfruttamento. Mi facevo incantare dalla dicitura "allevamento all'aperto", "biologico" e vivevo il mio vegetarianesimo con tranquillità. Poi, un giorno, ho incominciato e pensarci più profondamente. Ho incominciato a seguire pagine IG di vegani ( soprattutto di GiuVeg) e a vedere qualche video.
Ammetto di non aver avuto la forza di vedere i video fino alla fine o di leggere troppo a proposito di animali sgozzati o pulcini ammassati: mi sono bastati pochi fotogrammi e ho deciso che, almeno io, non potevo contribuire a quello scempio. Non sarà il mio gesto a salvare il mondo, ma con la mia coscienza voglio essere a posto. E, allora ho detto "ciao ciao" al mio amato yogurt greco, alla ricottina che mangiavo una tantum, agli albumi che mi riempivano senza apportare quasi calorie. Lo yogurt l'ho sostituito con quello di soia o quello di cocco che già preferivo all'altro. Se lo voglio più compatto lo lascio semplicemente colare in una garzina, e ottengo un prodotto simile allo yogurt "alla greca". Ho reintrodotto i legumi che sono decisamente più appetibili degli albumi. Con tofu, seitan e tempeh, nessun problema: il tofu lo mangiavo già da anni e mi piace, il seitan ed il tempeh li adoro ma preferisco non abusarne e continuerò così. Non ho bisogno di "formaggi vegani", quelli che stanno spopolando ultimanente, o di "wurstel" veg o simil affettati, perchè non ne sono mai stata una consumatrice da onnivora e figuriamoci se vado a cercali adesso; però sono talmente simili a quelli vaccini che, amici vegetariani amanti dei formaggi, davvero dovreste provarli!!!! Sul fonte bellezza, ho buttato via cosmetici vecchi e li sto rimpiazzando con quelli nuovi, veg e non tastati sugli animali. Idem per quanto riguarda i prodotti per pulire casa. Ho abbandonato il mio shampoo Oreal che rendeva i capelli soffici come una nuvola ma portava sofferenza e ho scoperto piccole aziende italiane. Ho regalato barrette e cioccolato al latte. Per i vestiti, dato che non posso permettermi di rifarmi in un unico colpo tutto il guardaroba, ho deciso che andrò a smaltimento: fino a quest'inverno non ho problema perchè sto usando cotone, tela e lino. I maglioni di lana e le scarpe di pelle li metterò fino a rimpiazzarli con quelli nuovi di caldo cotone o sintetici che via via comprerò. So di essere pasticciona e so che ci vorrà tempo prima di riuscire a essere soddisfatta di me, ma mi impegnerò. Imparerò a spiegarmi sempre bene quando vado a mangiare fuori, ma anche a fidarmi, senza stressare oltre il dovuto per non sortire l'effetto contrario. Imparerò a leggere le etichette, non solo quelle alimentari, e proverò ad utilizzare sempre e solo prodotti cruelty free e vegan. Il mio gesto non cambierà il mondo, ma almeno IO non avrò contribuito a sfruttare nessun animale.."
Cercherò di lasciarvi, poco alla volta, tutti i link a siti, locali, libri e via dicendo per imparare ( tutti, io in primis ) qualcosa in più.