Come è cambiata la mia vita da vegana

Non ci sentiamo da tanto, troppo, tempo. Praticamente, per essere diretti, non ci sentiamo da quando tenere un blog di viaggi ed organizzare viaggi aveva ancora un senso. Poi è arrivato il COVID-19 e la normalità è stata spazzata via. Ora: non voglio essere pessimista ( cosa che mi riesce davvero molto semplice ) ma spero davvero che la situazione migliori, il virus venga tenuto sotto controllo, e che possiamo riprendere la vita là dove l'avevamo lasciata. Anzi no.
Devo essere sincera: a inizio quarantena ero molto giù di morale e l'idea di dover star chiusa in casa per settimane ( che poi sono diventate mesi) mi terrorizzava. Ora no: benchè dal 4 maggio alcune misure si siano allentate, io continuo a restare a casa ( fatta eccezione per questioni di lavoro indifferibili o per la spesa ) e sto bene. Ho quasi paura a tornare alla vita di prima o, meglio, vorrei la vita di prima senza il ricordo di questa pandemia. Adesso ho trovato la mia routine, i miei spazi, a casa mi sento protetta e temo il momento in cui dovrò far di nuovo conoscenza con il mondo fuori. Non mi manca il lavoro d'ufficio, non mi mancano le pause pranzo in giro per la città o gli incontri imposti dal "dovere". Sono cose di cui ho imparato a fare a meno e di cui non sento la mancanza. So che non potrà essere così per sempre, lo so bene, ma vorrei prolungare questo periodo il più possibile ( e 'sta cosa ha anche un nome: "Sindrome da capanna" )
Sento il bisogno ed ho il desiderio di una cosa soltanto: viaggiare.
Viaggiare è l'unica cosa che mi manca e sto male a pensare che ho un viaggio già prenotato per fine luglio, in un luogo molto lontano, che non so se potrò fare.
Viaggi ed incontri con i miei amici più cari, ecco cosa mi manca.
Avevo pensato di riprendere le fila del blog proponendovi un amarcord dei miei ultimi viaggi ma anche solo condividere foto mi fa stare troppo male, quindi no, questo non sarà un post sui viaggi.
Sarà, invece, un post che avevo in bozza da tanto tempo e che, comunque, è attinente al titolo del blog " Veg out and about". Fino a questo momento ho parlato prevalentemente di viaggi, ma come vi avevo detto , mi piacerebbe parlarvi un po' di tutto ciò che attiene e gira intorno al mondo veg: viaggi sì ma anche ristoranti, opinioni personali....Mi sembrava carino, quindi, proporvi un post sui cambiamenti che ho fatto da quasi due anni a questa parte da quando, cioè, ho deciso di diventare vegana.
Sarà un post generale ma dal taglio pratico. Non voglio essere di insegnamento a nessuno, perchè io stessa ho continuo bisogno di apprendere ma, semmai, posso e vorrei essere di confronto/conforto. Inoltre non vi darò consigli alimentari e non parlerò strettamente di "dieta" e alimentazione a) perchè non è il mio lavoro b) perchè essere vegani non significa solo non mangiare animali ma comprende altre tante cose, sicuramente più complesse che non dire addio alla bistecca o alla mozzarella.
Cercherò, invece, di raccontarvi cosa faccio tutti i giorni, come mi comporto nei negozi e nei ristoranti e, soprattutto, come mi comporto con chi, purtroppo, pensa ancora che i vegani siano extraterrestri invasati che si nutrono di insalate. Dicevo che ho ancora tanta strada da fare, e lo ripeto: non mangio animali, non mi vesto con lana, pelle, seta ma mi piacerebbe essere più consapevole, riuscire a comprare meno, più sfuso, magari da piccoli produttori o da aziende locali. Invece, vuoi per comodità, vuoi per ignoranza, mi rivolgo spesso e volentieri alla grande distribuzione. Amen: migliorerò.
Ancora una cosa, a cui temgo molto: appena diventata vegana ( e lo noterete facilmente, se solo leggerete qualcuno dei post più vecchi ) ero convinta che tutti avrebbero dovuto seguirmi in questa scelta ed abbracciare il mio stile di vita. Tutti, ma proprio tutti. Non solo parenti ed amici stretti, ma il mondo intero. Diventare immediatamente veg mi sembrava l'unica cosa sensata che gli altri potessero fare. Poi, col tempo, ho realizzato alcuni pensieri.
Io sono ancora super convinta della mia scelta, ma ho capito che più di tanto non posso fare. Per quanti sforzi si facciano, la gente non è sempre disposta a cambiare stile di vita ( che implica "rinunciare" ad alcune cose ). Io posso spammare tutti i video sullo sfruttamento animale che voglio, ma non sempre il risultato sarà immediato. A volte succede, a volte no. E, allora, solo una cosa è possibile: accettare. Accettare che le persone siano onnivore ma, ogni tanto, si approccino al mondo veg senza pregiudizi ma, anzi, con curiosità. Accettare che si passi prima dal vegetarianesimo e accettare che la scelta sia graduale. Accettare anche che il passaggio non avvenga mai. Perchè ognuno ha i suoi tempi ed un approccio aggressivo è solo controproducente. Quindi, nell'ottica del "piuttosto che niente è meglio piuttosto", vanno bene i passettini, vanno bene gli approcci curiosi e va bene, chissà, che l'amico o il parente decida dopo anni di diventare vegano. Detto questo, vediamo, a grandi linee, come mi comporto e in cosa posso migliorare.
Alimentazione
Dal punto di vista alimentare ammetto che ho avuto vita molto facile perchè, già da vegetariana, mangiavo pochissimi latticini ( praticamente solo yogurt ) e pochissime uova. Il passaggio è stato, quindi, molto semplice: ho semplicemente sostituito il latte vaccino con quello vegetale ( che già prediligevo ) e lo yogurt vaccino con quello di soia/cocco senza nessun problema. Le uova ho smesso di mangiarle e, se proprio ho voglia di una frittata, uso la farina di ceci. Tofu, seitan, legumi e compagnia bella li utilizzavo già prima quindi non ho avuto alcun problema. L'unica cosa che è davvero cambiata, è che presto più attenzione alle etichette e leggo sempre che quello che sto comprando non contenga derivati animali ( latte, uova, burro, strutto, gelatina, coloranti come la cocciniglia e vitamina D che se non specificato è sempre di derivazione animale ): mentre prima, giusto per fare un esempio, compravo il cioccolato in base alla voglia del momento, ora leggo se contiene o meno latte ( e uova ). Se mangio fuori specifico che sono vegana e che, dunque, oltre a non mangiare carne/pesce, non mangio uova e latticini: ad Asti non è l'impresa più facile del mondo, ma nei ristoranti etnici si va quasi sempre a botta sicura e, comunque, le scelte veg stanno diventando numerose ovunque. Consigli "dietetici" ovviamente non posso e non voglio darvene, ma sappiate che esistono mille prodotti per sostituire quelli animali ( parlo in termini di "gusto" )  soprattutto se siete ancora molto attaccati a quei sapori e pensate che ceci, lenticchie e soia non possano soddisfarvi. Resto dell'idea che non ci sia alcun bisogno di formaggi vegani o di burger che sembrano quelli bovini, ma se all'inizio possono aiutarvi, perchè no?
Io sono del partito hummus, comunque!
Tips per chi vorrebbe assaggiare tofu, seitan, tempeh, ma pensa che il primo sia insapore, il secondo sia gomma ed il terzo...boh, chi lo conosce? Al Veg World dello scorso anno ho conosciuto
Natura & Bontà, una piccola azienda di Ravenna a conduzione familiare che produce il seitan più buono del mondo ( ve lo giuro. E' morbido come burro, si scioglie in bocca ) e dei tofu dicisamente particolari, anche per chi è allergico alla soia. I cavalli di battaglia, infatti, sono l'Hemp-fu ( a base di semi di canapa ), il Lupen-fu ( a base di lupini ) e lo Zucca-fu ( a base di semi di zucca ): nessuno dei tre contiene soia e sono davvero unici nel loro genere. Spediscono in tutta Italia ed i loro prodotti sono favolosi. Io non guadagno nulla a dirvelo, ma dovete assolutamente provare i loro prodotti (soprattutto la bistecca di seitan).
Prodotti per il corpo/capelli
E qui incominciano i cavoli amari...Facile eliminare carne e derivati, facile leggere le etichette del cibo, ma con cosa ci laviamo? Ammetto che all'inizio è stata davvero dura, perchè ho scoperto che praticamente tutto quello che usavo non era vegan: shampoo, bagnoschiuma, rossetti e belletti vari. Una tragedia. Ammetto di non sapere assolutamente leggere l'INCI dei prodotti e allora mi affido ad aziende che so essere vegan e che non testano su animali ( perchè una cosa non implica sempre l'altra ). Per andare a colpo sicuro, ho guardato milioni di video su YouTube, ho letto post su IG e ho rotto le scatole a tante amiche vegane. Alla fine sono giunta alla conclusione di non sperimentare nuovi prodotti solo perchè, magari, c'è scritto sulla confezione "Bio, Natural..", scritte che sortiscono sempre l'effetto wow ma che non sempre sono sinonimo di vegan. Uso e mi fido solo di determinati prodotti che so per certo provenire da aziende che non testano su animali e non usano ingredienti di origine animali ( come la cocciniglia, il miele, le proteine della seta...).
Per corpo e capelli uso i prodotti della Pier Paoli ( Ekos e Natura Bella ) che trovo comodamente al Tigotà: tra l'altro, da poco tempo l'azienda ha sostituito la plastica con il vetro, così che comprando i loro prodotti non inquiniamo. Buoni anche quelli della Bioteca Italiana, i Provenzali, Lavera e Omia, nonchè di Arkalia Bio della Pam Panorama. Tutti a prezzi accessibilissimi. Peraltro Arkalia Bio e Lavera sono gli unici che io conosca a produrre anche dentifrici veg .
Come profumi e prodotti più "costosi" non da supermercato, vado a botta sicura con l'Erbolario. Per il mio essenzialissimo make up mi affido a Neve, Alkemilla, Nabla Cosmetics e Puro Bio che trovo nella Bio profumeria Vanità di Asti ( ma che troverete in qualunque bio profumeria ). Se, oltre a prodotti vegan volete anche ridurre il consumo della plastica, ottime scelte sono Lamazuna per i prodotti solidi, e Lush ( troppo costosi, però ). Non mi spingo oltre a meno che non sappia con certezza che un determinato marchio è vegan e non testa su animali. In generale, comunque, se vedete l'immagine del leprotto e la V di vegan, dovrebbe essere ok. Non sono così brava da autoprodurmi cosmetici in casa, ma quando mi ricordo uso l'olio di cocco: è un ottimo struccante e va bene anche per idratare la pelle dopo la doccia. Oltre non mi spingo, perchè sono un po' pasticciona, ma ci sono tantissimi libri e video al riguardo. Tutti questi prodotti li trovate nelle bio profumerie, nei supermercati e anche on line su questo sito.
Prodotti per la pulizia della casa
Stesso discorso che ho fatto a proposito dei prodotti per la cura del corpo: dopo lo smarrimento iniziale e non sapendo muovermi nel mare magnum delle etichette, mi sono fidata solo di determinate aziende: Winnie's e Pier Paoli ( con la linea Verde Officina ). Trovo tutto al Tigotà senza problemi. Se siete degli smanettoni e non avete paura di fare pasticci, potete anche lanciavi sul fai da te e pulire casa utilizzando davvero pochi prodotti ( alcool, aceto, bicarbonato, essenze varie..): sul web trovate un sacco di consigli utili. Comunque, in linea di massima, io uso Winnie's che ha tutto il possibile ed immaginabile per pulire casa e lavare i panni.
Vestiti
Ammetto che questo è stato uno degli aspetti per me più problematici, perchè davvero non sapevo come comportarmi con i vecchi vestiti di lana e pelle. Leggevo e sentivo di tutto: alcuni li eliminavano senza ritegno, altri continuavano ad usarli e io non sapevo cos'era meglio. All'inizio, ammetto, sono stata colta dalla tentazione di buttare tutto e di comprare indumenti nuovi.
Poi, per fortuna, il confronto con amici mi ha portato a trovare una soluzione migliore. Io non ho buttato/regalato tutti i vestiti di lana o i capi in pelle che avevo, anzi continuo a metterli. Molti sì, li ho regalati, perchè erano capi che non mettevo e a cui non ero affezionata, mentre altri li sto portando alla fine dei loro giorni per poi sostituirli. Ammetto che indossare ancora pelle e lana mi pesa, ma ugualmente mi dispiacerebbe sprecare indumenti che ho comprato anni e anni fa e a cui, magari, sono anche affezionata: buttarli sarebbe aver sacrificato inutilmente delle vite. Ovviamente non li compro più, ma quelli che ho li sfrutto e poi stop. So, e sul punto mi impegnerò, che comprare nella grande distribuzione non va bene per tantissimi motivi e, infatti, uno degli obiettivi che mi sono promessa di raggiungere è proprio quello di acquistare meno ma da piccole realtà che, oltre a non utilizzare lana/pelle, siano anche etiche. Comunque, mentre attendo di fare questo passaggio ( e di capire dove acquistare ), mi limito a non comprare nulla che contenga lana, seta, pelle e pelliccia, leggendo le etichette. Delle meravigliose scarpe vegan le ho acquistate da Noah Vegan Shoes ,da Ska Shoes ( la linea vegan, attenti!) e da Pirovega.
Penso che questo sia un aspetto davvero molto personale, forse il più "personale" tra tutti quelli toccati fin'ora ( cibo, cosmetici..) e, quindi, ognuno deve fare come si sente: se non ve la sentite proprio di indossare vecchi capi in lana o pelle, amen, regalateli.
Altri oggetti
Può sembrare una stupidaggine, ma anche per quanto riguarda l'oggettistica della casa ho cambiato abitudini. Ad esempio ho smesso di usare candele in cera d'api, sostituendole con quelle di soia ( che trovate nelle bio profumerie ed in molti negozi di prodotti bio ) o con l'incenso. Avevo qualche vecchia candela in casa e, allora, ho fatto come per i vestiti: le sto terminando per poi non comprarle più.
Divertimenti
Beh, per me non è cambiato nulla, ma ovviamente non vado al circo, negli acquari e alle manifestazioni in cui vengono sfruttati gli animali per divertimento. Purtroppo vivo ad Asti, città famosa soprattutto per il Palio, ma il non seguirlo non è stata una scelta nata solo da un anno a questa parte. Anche se sembra un controsenso, perchè comunque mangiavo animali, pensavo che fossero luoghi di tortura e non ci andavo.
Viaggi
Sul mio comportamento in viaggio vi rimando a questo post. In linea di massima ripeto quanto già detto: cerco di informarmi sulle tradizioni alimentari del paese in cui vado, stampo la frase "sono vegana, non mangio canre, pesce, uova, latte e derivati"tradotta nella lingua che serve, faccio un giro su Tripadvisor o Happy Cow per capire quali sono i ristoranti vegani e parto. Tranne l'alimentazione, in viaggio non mi viene in mente alcun altro aspetto da tenere presente ( ovviamente non compro capi in seta, lana, pelle, ossa e non vado a vedere circhi, acquari o corride, ma credo sia abbastanza scontato ).
Società
Qui vi rimando all'introduzione, laddove dicevo che cerco di accettare tutti. Penso che esistano diversi modi di approcciarsi al mondo vegano: c'è chi combatte, fa attivismo, lotta per cambiare anche le persone che gli stanno intorno, e c'è chi "semplicemente" non mangia/usa prodotti animali vivendo il suo cambiamento più in silenzio. Non so se c'è un "giusto" e un "sbagliato" e, soprattutto, non c'è un "vegano migliore di un altro". Certo, sarebbe bello riuscire a cambiare il mondo, far capire a tutti che gli animali hanno il nostro stesso diritto di vivere e di non soffrire, che non c'è differenza tra un cagnolino e un pollo, ma so che non è così immediato. E allora incomincio ad essere soddisfatta io e cerco, poco alla volta, di farlo capire alle persone che mi stanno vicino, accettandole comunque.
Vi lascio, comunque, il link ad alcuni canali Youtube che seguo e che mi piacciono tantissimo sia per le ricette, che per i consigli e per i contenuti:
- Cucina botanica : Carlotta cucina, principalmente, ma alcuni suoi video possono essere molto utili anche per chi si approccia al mondo veg. Adorabile.
- Il vegano imbruttito: : interviste sul mondo veg, recensione di prodotti, ricette...
- Giù Veg: attivismo, ma anche recensioni, letture, vlog.
Account Instagram: Romina ( per ricette dolci, vita veg e corsi ), Yari ( il mio amico guru dei viaggi veg ), Parole Vellutate ( Gaia, che ha anche un canale Youtube molto bello ), Green Kitchen Stories ( autori anche di libri bellissimi ) e tanti altri che sicuramente avrò dimenticato.

Questo è quanto. Spero che il post Vi piaccia e se avete suggerimenti o consigli, sono felice di condividerli.
Vi abbraccio e spero di tornare presto a parlarvi di viaggi.

Commenti

Valeria Carta Mantiglia ha detto…
Bellissimo post... lo attendevo da un po' eh!
Mi ci sono rivista in ogni parola che hai scritto: dall'approccio iniziale all'alimentazione vegana e la voglia/necessità di voler cambiare l'alimentazione di ogni conoscente, al cercare di capire se e come utilizzare i vecchi abiti in pelle, lana, ecc...già acquistati e non ancora da buttare.
E' sempre rincuorante leggere di esperienze che si avvicinano molto alle tue...
Grazie per condividere parte della tua vita con noi, serve tanto.


Francesca Quaglia ha detto…
Valeria: grazie!!!!! sono contenta che il post ti sia piaciuto e ti sia stato di aiuto e confronto. Purtroppo sono pensieri, quelli sui vestiti, sull'alimentazione dei conoscenti, etc etc, che tutti abbiamo e spesso, non avendo confronto con nessuno, ci sentiamo persi. Un bacio grande