Pechino vegan food tour

 

Dopo i post dedicati all'organizzazione del viaggio ed al "programma", veniamo a quello che a mio avviso è uno degli aspetti principali di ogni viaggio, piccolo o grande che sia, nonché uno di quelli che meglio ti fa conoscere un paese: il cibo. Ovviamente qui parleremo di cibo vegan. 

Quanto é vegan friendly la Cina? Anzi, mi correggo: quanto sono vegan friendly Pechino e Shanghai? Questa è una precisazione doverosa da fare, perchè sicuramente la situazione in altre zone della Cina ( che è immensa! ) è completamente diversa da quella riscontrata nelle due città che ho visitato, quindi è bene specificare.

Si può mangiare vegano e, soprattutto, vegano tradizionale? 

Per la mia esperienza posso dire che si mangia benissimo, ci sono opzioni varie dalla più sana alla meno sana e un vegetariano/vegano non ha più problemi che in altre parti del mondo. Bisogna però fare alcune precisazioni: se un onnivoro può permettersi di andare a naso e penso che ovunque caschi, caschi bene essendo notoriamente quella cinese una delle migliori cucine al mondo, chi esclude dalla propria dieta animali e derivati deve studiare un po’, perchè la cucina cinese non è certo rinomata come quella più vegan friendly del mondo, anche se mi ha stupito poiché di base molti piatti sono vegetali.

Studiare significa iniziare un po' di tempo prima a salvare ristoranti e locali su Amap e su un quadernino, capire quali sono i piatti tradizionalmente vegani che possiamo trovare, stampare una card su cui c'è scritto quello che possiamo mangiare e quello che non possiamo. Le fonti sono Instagram ( cercate sempre l'hastag #veganchina #vegancina #chinavegan e simili ) dove mi sento di consigliarvi la bravissima @veganinchina. E poi, naturalmente, Happycow, il Sacro Graal di ogni vegano che si rispetti. Altro spunto di studio: la cucina buddista. Vicino ai templi ci sono sempre ristorantini o piccoli market che vendono cibo veg, quindi andate tranquilli.

Ciò detto, a Pechino e a Shanghai le opzioni vegane sono molte: alcune sono opzioni tradizionali della cucina cinese (nel senso che alcuni piatti tradizionali escludono già in partenza ogni derivato animale, almeno nella versione base ), altre sono opzioni veganizzate che trovate in locali appositi. Se per le seconde non ci sono problemi, per le prime dovete solo prestare un pochino di attenzione agli intrusi tipo latte, uova, pesce e carne. 

Spesso le verdure sono cotte insieme alla carne e magari un bao alle verdure contiene anche della carne o il latte. Che fare allora? Quello che vi ho consigliato sopra: studiare un po’ i piatti tradizionali cinesi, capire quali sono quelli che già in partenza non contengono animali e derivati e, nell'indecisione, optate per quelli. Secondo: ci vuole flessibilità. Come in ogni paese in cui c’è lo scoglio linguistico ( persino a Pechino e Shanghai non tutti parlano inglese, anzi! ), bisogna essere un po' tolleranti. Io ho sempre cercato di spiegare , tramite traduttore, che non mangio carne, pesce, uova, miele e latte, ma uno o due vegan fail sono stati inevitabili. E non perché mi “hanno voluta fregare” o perché ho "voluto sgarrare" ( virgolette d’obbligo, perchè odio il termine "sgarro", soprattutto applicato al veganismo che, ricordiamolo, non è una dieta ma un vero e proprio stile di vita ), ma perché, essendo pressoché sconosciuto il termine “vegano”, ed essendoci delle evidenti difficoltà di comprensione, é normale che non sempre ci si riesca a capire. 

E allora? Allora si “incassa” l’errore e non ci si colpevolizza ( né si colpevolizza chi ci ha serviti ) ma, piuttosto, si cerca di comprendere e di fare maggiore attenzione se ci ricapita la stessa situazione. Non avete volutamente “sgarrato” per fare “l’esperienza”. Uno cerca di capire e farsi capire ma non sempre è possibile. Ciò detto abbiamo sempre mangiato benissimo, spendendo pochissimo (due esperienze stellate a parte di cui vi parlerò), e anche molto sano, sia in locali vegani che in locali non vegani. Anche con lo street food non ce la siamo cavata male. 

Insomma: di fame un vegano/vegetariano non muore. 

Ciò detto, la cucina cinese è molto vasta, tanto quanto lo è la Cina, ma io sia a Pechino che a Shanghai ho trovato una cucina di base delicata, con molte verdure e molto tofu. Il piccante l'ho sperimentato solo una volta, ma nè una nè l'altra non sono rinomate sotto questo aspetto. Ho trovato molto cibo al vapore, presente anche nelle colazioni in hotel, tanti porridge di riso o di miglio, molto tofu. 

Benché la cucina cinese faccia un largo, largissimo uso di prodotti animale ( anche estremi, ahimè ) alcuni piatti tradizionali sono "naturalmente" vegani: quasi tutti i dolci a base di riso glutinoso, i porridge di riso ( chongee ), il Youtiao ( una frittella da intingere nel porridge o nel latte di soia ), i tongulu ( spiedini di frutta caramellati )..... 

Quanto ai prezzi, li metterò nei dettagli ma sappiate che, a parte le due esperienze stellate ( con i prezzi di uno stellato), abbiamo sempre speso circa 15 Euro in due!

Partirò da Pechino. Di Shanghai ne parlerò la prossima volta. Una puntata a parte, poi, sarà dedicata allo street food. Partiamo adesso dai nostri pranzi. 

In tutti i nostri viaggi, preferiamo dedicare al pranzo meno tempo così da non togliere tempo alla visita della città. Un tempo mi bastava qualcosa di "volante" mentre camminavo, ma adesso sento proprio l'esigenza di fermarmi un attimo. Tuttavia, a parte i viaggi invernali in cui mangiare per strada è impossibile per il freddo, è raro che andiamo al ristorante vero e proprio ( che riserviamo alla cena ): street food o qualcosa di easy in qualche localino è più che sufficiente.

PRANZI

1) Little Yunnah (DongchengHouyongkang Hutong No.8), ristorante non vegano ma con alcune opzioni veg. E' stato il nostro primissino pranzo cinese. Noi abbiamo preso funghi fritti e tofu fritto, riso e due lattine di acqua frizzante. L’acqua, lo specifico, viene sempre portata gratuitamente, tiepida e con limone., ma noi non lo sapevamo ed abbiamo preso quella in lattina.

Era tutto molto buono, decisamente abbondante e abbiamo speso in due l’equivalente di 16 euro

2) Vege Tiger (lo trovate indicato come Su Hu BeijingXicheng3, Zhengyang Market, Qianmen West Street Haolou (Laoshe Tea House Beside). Il punto fisso dei nostri pranzi pechinesi: è un buffet vegano con oltre 130 piatti tra cui scegliere. Dovete sapere che io odio la formula buffet all you can eat, ma un buffet interamente vegetale, con ingredienti di alta qualità e ogni piatto possibile ed immaginabile, da quelli tradizionali cinesi ad altri veganizzati, compresi dolci e gelato, é un sogno. Era frequentato da tantissime persone tra cui persino monaci buddisti. La formula costa 78 yuan a persona (10 €) e puoi prendere quello che vuoi. Ci sono piatti freddi, stufati con verdure e tofu, zuppe tradizionali salate e dolci, cibo al vapore (bao, ravioli, riso, verdure), ci sono fritti di ogni tipo, piatti veganizzati (sushi, pizza al durian!), tutto l’occorrente per farsi l’hot pot vegetale, ci sono tantissimi dolci e anche il gelato di soia, oltre a bevande calde e fredde e frutta. Tutto buonissimo, rifornito regolarmente, e di alta qualità. Ho amato il taro al vapore con polvere di riso, le zuppe tra cui il porridge di miglio, l’insalata di yuba, i ravioli ripieni di brodo in versione veg e soprattutto ho amato la signora che accompagnava ai tavoli e che l’ultimo giorno mi ha abbracciato. Ve lo consiglio. Da solo vale il viaggio. Noi siamo tornati 4 volte, ragion per cui non vedrete una grande varietà di indirizzi per il pranzo. 


3) Un pranzo lo abbiamo fatto "al sacco" nel Parco Beihai ed uno in treno mentre andavamo a Shanghai, quindi il mio racconto dei pranzi finisce qui.

Passiamo alle cene.

CENE

4) Godly (BeijingDongchengBeijing Qianmen East Street No.A2 (Chongwenmen Subway Station Northwest Entrance & Exit A1 Pedestrian 430 Meters). La nostra prima cena pechinese dove abbiamo fatto un errore di "valutazione". Qui ho avuto dei problemi a causa della lingua e non mi sono goduta la cena. Avevo letto essere un ristorante vegetale ma, una volta aperto il menù, mi sono trovata davanti a voci come “anatra”, “casseruola di pesce” e cose simili. Ho provato a chiedere ad una cameriera se era un ristorante vegetale e questa, che evidentemente non aveva capito, ha risposto di no. Un po’ scoraggiati abbiamo scelto tre piatti che erano chiaramente vegetali e amen. Sono andata in bagno a lavarmi le mani e a rileggere le recensioni entusiaste di Happy Cow che parlavano di “carne” vegetale fantastica e quando sono tornata al tavolo, Giorgio stava “parlando” con l’unico cameriere che masticava un po’ di inglese e che gli stava spiegando che tutto era vegetale ed imitava carne e pesce! Ciò detto mi sono tranquillizzata e sono arrivate le nostre ordinazioni. Una casseruola di verdure con “gamberi” e “pesce”’che, vi giuro, erano così simili all’originale che non sono riuscita a mangiarne più di due pezzi, e una sorta di macinato di cavolfiore da accompagnare ai pancakes tipici cinesi, oltre a un contorno di spinaci e okra. Tutto molto buono, ma le porzioni erano così grandi da bastare per 4 persone, infatti abbiamo avanzato qualcosa perché proprio non ce la facevamo più. E' stato ed il conto più alto di tutto il viaggio (stellati a parte): 25 euro in due. Non vi sembrerà granché, dati i prezzi cui siamo abituati in Italia, ma considerando quanto abbiamo speso più avanti, vedrete che era abbastanza ( giustificato dalla quantità ).

5) Chao Chao (BeijingDongchengJiaodaokou South Street No.47). Ristorante vegano molto carino, simile ad un bistrot. Ha sia piatti tradizionali cinesi sia altri, sempre orientali, ma più fusion. Il menù non è vastissimo, ma super valido. Noi abbiamo preso edamame piccanti, ravioli di verdure con olio al peperoncino, pancakes di verdure e una kombucha. Abbiamo speso 17 euro circa in due.

6) Qingchun Perma a Sanlitun. É un ristorante vegetariano e vegano che ha una sede anche a Shanghai. A Pechino era molto frequentato e per mangiare abbiamo fatto entrambe volte un’oretta di coda, ma ne è valsa la pena. Posto molto “fighetto”, con piatti tradizionali di varie parti della Cina. La prima volta abbiamo preso un antipasto di pomodoro e frutto della passione (abbinamento top!!), tofu piccante dello Sichuan , ravioli di verdure tofu e radici di loto in agrodolce: 13 euro in due! 

La seconda volta abbiamo preso: taro in agrodolce, riso al tartufo (loro cavallo di battaglia), bao con funghi. Ci hanno portato anche dei dolcetti di riso e della verza in insalata: 11 euro in due. Forse ho capito perché era così tanto frequentato


7) Xian Lao Man (BeijingDongchengDongsi North Street No.316 (Zhangzizhong Road Subway Station Southwest Entrance & Exit D Pedestrian 340 Meters). Questo non è un ristorante vegano, ma nel menù (uno dei pochi ancora cartacei, dato che ovunque si usano i QR code da scansionare ) le opzioni vegetali sono chiaramente indicate. É un posto ruspante, tipo trattoria per intenderci, molto frequentato da locals e con piatti tradizionali e genuini. Noi abbiamo preso una porzione di dumplings al finocchietto e una di dumplings di melanzane e funghi. Entrambe buonissime ma quella al finocchietto era molto fresca e particolare. Inoltre abbiamo aggiunto una porzione di tofu con cetrioli: buonissima! Porzioni abbondanti (avremo avuto una ventina di ravioli, non sto scherzando) e abbiamo speso 11 euro in due. Peccato non esserci potuti tornare. Questo ve lo consiglio se siete vegani e viaggiate con onnivori.

8) Lamdre Come sapete, a noi durante i viaggi piace fare una cena un po’ più ricercata, ovviamente vegetale, in locali di fine dining che si sono contraddistinti per la loro creatività ed originalità. Così come a a Vienna avevamo provato il Tian, a Istanbul il Mikla, a Seoul il Legùme, a Pechino le mie ricerche mi hanno portata al Lamdre, ristorante completamente vegetale recentemente insignito di due stelle Michelin. Su Ig ho anche pubblicato un reel, così potrete vedere con i vostri occhi la meraviglia.

Abbastanza recente nel panorama gastronomico di Pechino, il Lamdre ha velocemente raggiunto ogni tipo di riconoscimento: due stelle Michelin, il diciassettesimo posto nella The worlds 50 best ed i primi posti della Best_vegetables_restaurants . Guidato da Chef Daijun, che vanta una grande esperienza nella cucina vegetale, il Lamdre fonde la cucina vegetale con quella tradizionale cinese. I piatti del menù degustazione sono un inno alla stagionalità degli ingredienti che provengono da mercati locali per preservarne la freschezza. Lo chef è famoso per i suoi piatti a base di funghi e per il celebre tofu (noi abbiamo assaggiato la pelle, croccante e deliziosa), ma ogni piatto é un’opera d’arte.

Due i menù disponibili ( a 1299 yuan a persona, circa 160 Euro ): uno comprende i grandi classici, mentre l’altro segue il ritmo delle stagioni. Il nostro era “Bites of spring” ed era un trionfo di funghi provenienti dalle montagne. Piatti esteticamente perfetti, servizio attento ed eccellente (siano stati letteralmente coccolati da tutti), ambiente moderno e rilassante, l’esperienza al Lamdre è stata memorabile. 

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Lamdre Spring Tasting Menu

-Jerusalem Artichoke • Aralia Sprouts • Crystalline Ice Plant • Nori

-Fujian Red Mushroom, White Asparagus, Angelica Root, Codonopsis Root

-Bamboo Shoot, Red Rice Lees, Chinese Toon, Broad Bean

-Wine Cap Mushroom, Tofu Skin, Preserved Radish, Edamame

-Coconut, Pineapple, Sesame, Peanut

-Betel Nut Taro, Mochi, Mountain Litsea, Pickled Cordia Fruit

-Morel, Porcini, Matsutake, Chinese Yam

-Rapeseed Blossom, Winter Melon, Termite Mushroom, Olive

-Black Glutinous Rice, Wild Betel Leaf, Lion’s Mane Mushroom, Yellow Tremella

-Tomato, Jasmine, Preserved Plum

Mi è piaciuto tutto tantissimo  e ringrazio tutto il personale per la gentilezza e disponibilità dimostrata. 

Rimarrà nel cuore ❤️

- Lamdre Beijing: Room 04, 1F, Block 14, Courtyard 4, Gongti North Road, Chaoyang, Beijing 


All'elenco manca una cena che abbiamo fatto in hotel, grazie al servizio da asporto, dato che non ero in forma per uscire: per l'equivalente di 13 euro abbiamo preso porridge di riso ( congee ), porridge di miglio, spinaci d'acqua al vapore, broccoli al vapore e ravioli di verdure con un po' di brodo. Si capisce dal menù che non stavo bene, vero? ^_^ Non certo la cena migliore del viaggio ma comunque era tutto buono e caldo, e data la mia condizione fisica era quello che ci voleva.

E questo è quanto.

Come avete visto, mangiare vegano a Pechino è fattibilissimo! Ovviamente consiglio di non improvvisare e di fare un po' di ricerca ( anzi: spero che il mio blog vi sia utile! ), ma si riesce tranquillamente. 

Si mangia molto bene e spendendo davvero poco ( con alcune eccezioni, ovviamente ). 

Nel prossimo articolo parlerò di Shanghai 

Alla prossima!!!!




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